We play our mother's cassette
Ho passato l'infanzia e l'adolescenza nella privazione non solo economica, ma anche culturale e dello svago.
Il cinema, il teatro erano considerati una cosa frivola, non essenziale. nemmeno i libri erano necessari, più che altro occupavano spazio e accumulavano polvere, meglio buttarli no?
Più in generale nella mia famiglia c'era una certa grettezza di fondo, sicuramente dettata dalla necessità economica ma era più una condizione mentale (quella della famiglia senza un uomo, sostentata dagli stipendi di sole donne) che faceva rinunciare alle mostre, alla musica, al teatro.
Io ho cominciato ad andare a teatro molto presto, grazie alla scuola il liceo e, per la musica, anche le medie, e non ho mai smesso.Mia madre e mia nonna non ci sono mai venute con me. Mia madre non è nemmeno venuta a vedermi recitare (e sì che non si pagava biglietto) quando partecipavo al laboratorio teatrale del Liceo....
Era proprio la cultura ad essere vista come superflua, frivola, non necessaria. Perchè con la cultura non si mangia.
Ricordo mia madre rispondere con un tono infastidito a una telefonata del Cidi che mi voleva invitare a una conferenza, come se stesse declinando un'offerta di acquisto di un set di pentole.
Così, senza accorgermene, a parte i libri e il teatro, ho cominciato a ritenere anche io superflue tutta una serie di attività tra il culturale e l'intrattenimento: quella mostra, quel museo, erano puntualmente immorali forme di lusso superfluo.
Credo che la mia collezione di libri davvero cospicua (oltre 6 mila volumi) sia stata anche una forma di compensazione, il libro essendo l'unico lusso che mi potevo permettere.
Credo che amazon abbia risarcito anni di privazione di superfluo e di rinunce.
Per cui questa rinuncia si fa ancora più consapevole di un pattern comportamentale eterodiretto: è ancora la visione di mia madre che mi guida, al contrario. D'altronde, come diceva Berne noi possiamo fare solo quello che ci ha insegnato mamma o al limite il suo contrario (we always play our mother's cassette).
Per cui questa mia decisione sta assumendo la fisionomia più che della semplice disintossicazione di un reboot dopo il quale sarò io a decidere e non più mia madre.
Ho una brava shrink... ^^
Il cinema, il teatro erano considerati una cosa frivola, non essenziale. nemmeno i libri erano necessari, più che altro occupavano spazio e accumulavano polvere, meglio buttarli no?
Più in generale nella mia famiglia c'era una certa grettezza di fondo, sicuramente dettata dalla necessità economica ma era più una condizione mentale (quella della famiglia senza un uomo, sostentata dagli stipendi di sole donne) che faceva rinunciare alle mostre, alla musica, al teatro.
Io ho cominciato ad andare a teatro molto presto, grazie alla scuola il liceo e, per la musica, anche le medie, e non ho mai smesso.Mia madre e mia nonna non ci sono mai venute con me. Mia madre non è nemmeno venuta a vedermi recitare (e sì che non si pagava biglietto) quando partecipavo al laboratorio teatrale del Liceo....
Era proprio la cultura ad essere vista come superflua, frivola, non necessaria. Perchè con la cultura non si mangia.
Ricordo mia madre rispondere con un tono infastidito a una telefonata del Cidi che mi voleva invitare a una conferenza, come se stesse declinando un'offerta di acquisto di un set di pentole.
Così, senza accorgermene, a parte i libri e il teatro, ho cominciato a ritenere anche io superflue tutta una serie di attività tra il culturale e l'intrattenimento: quella mostra, quel museo, erano puntualmente immorali forme di lusso superfluo.
Credo che la mia collezione di libri davvero cospicua (oltre 6 mila volumi) sia stata anche una forma di compensazione, il libro essendo l'unico lusso che mi potevo permettere.
Credo che amazon abbia risarcito anni di privazione di superfluo e di rinunce.
Per cui questa rinuncia si fa ancora più consapevole di un pattern comportamentale eterodiretto: è ancora la visione di mia madre che mi guida, al contrario. D'altronde, come diceva Berne noi possiamo fare solo quello che ci ha insegnato mamma o al limite il suo contrario (we always play our mother's cassette).
Per cui questa mia decisione sta assumendo la fisionomia più che della semplice disintossicazione di un reboot dopo il quale sarò io a decidere e non più mia madre.
Ho una brava shrink... ^^

Commenti
Posta un commento