Amazon è femmina

by Alessandro Paesano

Sono cliente Amazon dal 2013.

All'epoca i miei acquisti erano timidi e mirati: comperavo un testo in inglese altrimenti introvabile  prima di andare a vedere uno spettacolo teatrale da recensire,  oppure l'autobiografia della mia cantante belga preferita che avevo provato inutilmente ad ordinare in una libreria di Roma (herder, che nel frattempo ha chiuso) che mi aveva fatto attendere invano per una intera estate (eterna illusione...). 

E basta.

Tra un acquisto e l'altro passavano settimane.
Che dico settimane, mesi, trimestri, semestri, insomma una eternità.

La mia lista degli acquisti stava in mezza schermata e così doveva essere.

Poi all'incirca un paio di anni fa (ma i primi prodromi risalgono alla seconda metà del 2015) gli acquisti aumentano, così all'improvviso, quasi d'emblée.

Libri, prima di tutto, ma non solo.
Quel profumo per l'ambiente scoperto Parigi, quella marca di caffè liofilizzato sans amertume scovato nel supermercato sotto casa, sempre "à Paris", bien evident. 

Poi è stata la volta delle t-shirt a poco che tanto ti entrano e se non ti entrano tanto le regali o le restituisci.

Persino un paio di scarpe hanno fatto la loro magnifica riuscita (le ho usate ancora per la mia ultima vacanza sulle Dolomiti).

Amazon comincia a diventare la mia compagna della giornata (non so perchè ma per me Amazon è femmina), il sito (poi sarà l'app su iPhone) da consultare tanto quanto whatsapp o grindr.  
Chi mi ha scritto? Chi c'è in giro che ha voglia? Cosa posso comperare oggi? diventano il mio mantra quotidiano.

Amazon diventa una seconda pelle, un accessorio incorporato.

Ormai ogni volta che qualcuno o qualcuna menzionano un libro ("sai ho scritto un romanzo", "sto leggendo un bel saggio", "hai visto le foto di vattelappesca?") io metto mano al cellulare e in un paio di click il libro è già ordinato, il romanzo comperato, il libro di foto prenotato.

Anche quando vado in giro per mostre, nelle librerie dei musei, ogni libro che mi interessa lo acquisto su Amazon con la scusa che tanto non lo posso mettere in valigia...  

Unica eccezione la libreria della Tate Britain di Londra, che ti permette di comperare i libri in loco e  te li spedisce a casa, nel giro di una settimana, per soli 9 pounds aggiuntive.  

Il significato della parola pacco per me cambia drasticamente. 

Dal bel rigonfiamento anatomico dei ragazzi che rimorchio a mero  contenitore che cela  il libro, lo spazzolino da denti, il profumo che ho comperato.

A casa è un via vai di ragazzi e ragazze che portano pacchi quasi ogni giorno, più volte al giorno. Con alcuni ci si conosce, si accorciano le formalità, ciao, tieni, posso mettere il pacco nell'ascensore? (sto al sesto piano) mai nessuno di carino (la più carina è una ragazza ma purtroppo non la vedo così spesso...) da provare a invitare a casa per un bicchiere d'acqua e un bacio rubato. 
Un paio di ragazzi (ma dovrei dire giovani uomini) sono cari perché li vedi stanchi e sudati e il loro sudore profuma dignità di un lavoro disumanizzante che loro fanno con tutta  l'umanità del mondo (vorrei anche dirglielo ma come faccio?) 

Per un po' va tutto bene. I pacchi arrivano, il cartone si accumula, lo spazio per i libri si trova.

Poi improvvisamente ti accorgi che l'abitudine è diventata compulsione,   proprio come col sesso, quando ti precipiti alla chat quando  ti accorgi che sono tre giorni che non fai roba con qualcuno.

Però i pacchi dei ragazzi sono  ancora gratis  (almeno, quasi sempre) quelli di amazon no e ti accorgi, banalmente, che quei 20 euri di qua e 30 euri di là diventano certe cifre da capogiro  che mi vergono persino a riportare.

Che poi, al di là dei soldi, quel che manca è la gioia della novità. quando hai pacchi che ti arrivano tutti i giorni non provi più nemmeno la curiosità di studiare quel che hai comperato. Diventa tutto un atto dovuto, un gesto quotidiano inevitabile come radersi o pisciare.

Come si dice in questi casi, qualcosa deve cambiare.

Come un novello Monti alle prese con la più spietata delle spending review decido che per tutto il mese di Agosto non effettuerò un singolo acquisito su Amazon. 

Niente libri, niente spazzolino né dentifricio, niente di niente.

Sarò capace di portare a termine questo obiettivo ?

Che cosa proverò quando volendo comperare la qualunque non potrò farlo?

Non lo so. Vedremo.

Queste pagine saranno il mio diario pubblico, dove confesserò senza alcun pudore ogni pensiero, voglia, rammarico, rancore, esigenza sui pacchi che non mi arrivano più. Quelli di Amazon naturalmente...

Chissà se nel mare magnum della rete qualcun altro o qualcun altra si rispecchierà nella mia compulsione e proverà magari a emularmi, magari a dissuadermi dicendomi tanto poi ci ricadi.

Io novellino della disintossicazione sono qui con tutta la mia baldanzosa naiveté pronto a farmi in quattro nel portare a termine la disintossicazione.

Niente acquisti dal 1 al 31 agosto.

Che dite, posso farcela?


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